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Home Parliamo di Festa I Rioni di Motta, S. Anastasia e la sua Festa

I Rioni di Motta, S. Anastasia e la sua Festa

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Ho appreso, da Mottese acquisito ed appassionato di storia e di costumi locali, che a Mascalucia le istituzioni ed il paese tutto sostiene da tre anni la rappresentazione di un lungo e discreto corteo storico (dal punto di vista storico/artistico e per quanto riguarda la cura dei particolari dei costumi).

A San Gregorio di Catania è stato messo in scena per le vie cittadine un particolare corteo rinascimentale, mentre a Paternò e a Camporotondo Etneo si stanno prodigando per rappresentare il loro corteo storico. Anche questi Comuni sono assistiti dalle istituzioni e da tutta la cittadinanza che a quanto pare ne va orgogliosa.

Questo è quanto succede di recente nelle nostre contrade catanesi, ma in altre località siciliane queste tradizioni sono ben radicate e custodite tantè che ogni anno o a intervalli più o meno lunghi si propongono ai turisti e ai vari gitanti diverse rappresentazioni storico-popolari.

E quì, a Motta Sant'Anastasia, all'ombra di un Dongione di origini arabe e normanne che sovrasta una Rupe unica in Italia ed in Europa, in un Borgo Antico che pure ha delle attrattive di natura medievali che si fà?

 Le iniziative sono perlopiù di natura personale o corporativistica e principalmente con fondi privati. Lo scopo precipuo del corteo storico mottese è di fare da prezioso contorno alla festa religiosa in onore di Sant'Anastasia, che per l'occasione viene pomposamente celebrata e denominata la Festa Grande o come dicono in un rione di Motta "A Festa Ranni".

E' qui che giocano un ruolo importante i tre Rioni di Motta e la loro eterna competizione, a volte guerresca, a volte goliardiaca e spesso (per fortuna) amichevole e fraterna.

I Rioni Panzera, Giovani Maestri e Vecchia Matrice sono presenti a Motta da quasi duecento anni, mica da ieri.  

I tre Rioni sono lo spirito vivo del paese: senza di essi in estate si patirebbe il silenzio ed il mortorio delle classiche cittadine estive utilizzate come dormitorio dai lavoratori delle grandi città.

I Rioni mettono in moto gli animi ed i sentimenti. Fanno scattare le ire dei vecchi rionali attaccati ed irremovibili alle vecchie tradizioni così come sono nate; oppure fanno rivivere le critiche di chi non vuol sentire parlare di rioni e di tradizioni popolari mascherandosi di modernità e pseudo  innovazioni culturali.

Insomma, chi più ne ha più ne metta; e chi ne mette sempre più degli altri sono i politici di turno pronti a fare campagna elettorale per i roni e subito dopo addossare loro e senza valide ragioni sociali, colpe e disgrazie varie.

A tutti i costi, spesso, si vuole ricercare una pecca nella complessa gestione della vita dei Rioni: troppi fuochi d'artificio, sprechi e sfoggi durante la festa grande ecc. Effettivamente i Rioni saranno spendaccioni soprattutto per via della loro interna ed eterna competizione (ognuno vuole fare meglio dell'altro, ad ogni costo); ma è pur vero che molte risorse provengono dalle loro attività interne o da contribuzioni volontarie degli stessi rionali (e non solo in denaro ma anche con molto lavoro manuale).

E all'esterno, come effetto del Rione, cosa si vede? Una miriade di ragazzi/giovani/adulti/uomini/donne che maneggiano o hanno maneggiato con destrezza la bandiera o il bastoncino delle majorettes, che hanno suonato e senza andare al conservatorio musicale il tamburo imperiale o la tromba egizia o ancora sfilare con saggia maestria per le vie cittadine indossando con dignità regale preziosi costumi medievali lavorati da mano esperta. E ancora bisogna menzionare gli addobbi e le strutture architettoniche messi in piedi dall'oggi al domani per ornare le vie di Motta durante la Grande Festa della Santa Patrona o nei momenti precedenti alla festa, sicuramente più spensierati, durante le famose feste medievali che tanti paesi del Sud ci invidiano.

E pensare che queste feste, così rumorose e che solamente in un ristrettisimo periodo estivo ingorgano le poche e strette vie di Motta, sono state anche oggetto di uno studio sociologico per la loro fase di realizzazione così spontanea ed unica nel suo genere.

Che strano, qualcuno, fuori Motta, si è accorto di queste preziosità così particolari; mentre i molti, all'interno di Motta, quasi odiano questi momenti così ricchi di vita, di valori sociali e culturali.

L'unico aspetto che si salva, agli occhi di gran parte dei mottesi, è l'aspetto religioso. Questo è il più radicato e genuino input che i Rioni si sono sempre dati e che ancora adesso vogliono mantenere a tutti costi seppur con forme, modalità diverse e, alcune volte, contradditorie con il parere di alcuni buoni parroci e parrocchiani pedissequi. 

E' noto e tradizione assodata che non ci sarebbe mai processione religiosa sentita, se non vi fosse la partecipazione e la collaborazione dei rionali con i loro caretteristici sai o come sono meglio chiamati i sacchi .  I colori che li contraddistinguono in particolare, oltre al bianco sono il rosso per i panzera, il bleu per i maestri ed il verde per i campagnoli. In coda alla processione in preghiera, non mancano da moltissimi anni i tre sacri cerei  o le candelore che rappresentano appunto i tre Rioni e le loro tradizioni. Una di queste candelore è portata per le vie di Motta solamente grazie alla forza delle braccia dei rionali, senza l'aiuto di famosi quanto estranei portatori.

Ecco cosa si fa, malgrado le varie circostanze, per onorare la Santa Patrona Mottese che tutti gli anni esce dalla sua sacra Cameretta per essere adorata dai fedeli; e periodicamente fa visita ai vari quartieri rionali adornata di oro e fiori, nonchè accompagnata da preghiere e da antichi quanto mai unici canti religiosi, che sono diversi per ogni Rione (le famose Cantate).

In tutto questo contesto pieno di pregi e difetti, di gioie e speranze, spesso si levano grida di sterili proteste e di critiche distruttive.

Ma allora c'è qualcosa che non va nella nostra piccola società?

I vecchi con i loro innumerevoli detti  ci ricordano sermpre una lezione: un bene si apprezza quando verrà a mancare. E' proprio vero che si apprezzerà il valore di una cosa nel momento in cui la stessa verrà meno? Un giorno dovremmo sperimentare questa lezione con i Rioni?

I vecchi di domani saranno i ragazzi di oggi. Ecco perchè spero tanto che i ragazzi non scordino mai le lezioni di vita dei loro vecchi!

Filippo B.  del Rione Vecchia Matrice, per scelta.

 

 

 

 

Commenti
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Filippo (Publisher) 2009-04-17 23:36:59

ivan (SAdministrator) 2009-04-24 19:18:43

Grande Filippo
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