Codice del Maestro Francesco Ferdinando Alfieri
LA BANDIERA
di Francesco Ferdinando Alfieri
Maestro d'Arme dell'illustrissima Accademia Delia
in Padova
- 1638 –

Lettore vi si presenta la mia, bandiera: se non è maneggiata secondo il vostro spirito, datene
la colpa all’effetto che è stato maggiore del mio sapere.
La condizione di questo secolo porta seco tale libertà.
Piacere del costume. Son certo che mi direte che non ho spolverato molte scenzie, ed io vi
risponderò che i miei libri sono stati l’esperienza e l’esercizio, e che lascio a voi ----- lo
speculare: quello che ho avuto nel pensiero di mo --------- non vi parrà del tutto nuovo, non è
manco ----------.
Ogni Maestro d’Arme ne professa qualche notizia, pochi ne hanno trattato e nissuno fin qui ha
ridotta quest’arte all'ordine che voi vedete.
Io non desidero che di piacervi, e di givarvi, se conseguirò questo mio fine e voi anco
acquistate quel tanto che ricercate: voglio che mi scusiate, e forse in breve con un trattato
nuovo di tutte le parti della scherma vi farò di maggior gusto, e poi finalmente è giustizia il
confessare che sempre mai è degno d’essere commendato chi per altri saffadiga.
LA BANDIERA
di Francesco Ferdinando Alfieri
Per quello che ho potuto imparare, da quei pochi libri che mi son venuti nelle mani , dal
discordo d'uomini grandi, e da una lunga e non volgare esperienza, non è cosa al mio giudizio
ne più onorevole ne più necessaria a persona di nobile nascita quanto il tenere impiegata la
giovinezza negl'esercizi che servano, e d'aiuto e d'ornamento, alle virtù dell'animo.
L'Antiche e famose Repubbliche le quali ci serviranno sempre d'esempio e di stimolo ad
incominciarci per la via che ci conduce alla felicità civile ebbero in tanto pregio, e la destrezza e
l'agilità che reputavano beati quelli che, più forti e più veloci degl'altri erano nelle loro
solennità giudicati. Si vedeva nelle piazze contendere, altri alla lotta, altri lanciare il Palo, Si
cimentavano al corso, si battevano col cesto e talora collo scagliare rotelle o palle di legno,
facevano mostra di quei doni che avevano ricevuti dalla natura e aggranditi coll'arte. Questi
esercizi sono stati comuni ancor più dai primi secoli dall'Italica Nazione, e sebbene non si sono
mai rappresentati con quella pompa nella quale eccellerono gli abitatori del Peloponneso, e
della Frigia, si sono però sempre conservate in gran parte sino alla nostra età come si vede
ogni dì principalmente nella Toscana, ed altri di più ne sono stati ritrovati che nella Antichità
non furono un uso: l’esercizio della Bandiera sarà sempre tra questi commendato imperochè in
esso il piede si fa pronto, se rende pieghevole la vita, la mano acquista forza, e si discioglie il
braccio; se riguardiamo la sua origine, e di chi fosse il primiero che la spiegasse negli esercizi,
noi troviamo nelle sacre lettere che fu il gran Capitano Moisé, fu doppo innanzitutto da Siri, e
seguirono l'istesso esempio gl’Egizi con figurarci dentro ora i Tori e gli animali che avevano in
venerazione ed ora con diversi ieroglifici alludendo alla vittoria, al protesto e titolo della guerra,
e alla forza e virtù de loro soldati, e finalmente non è gente così barbara che sotto una
particolare Insegna non vede ordinate e distinte le sue milizie.
Se dall'altro canto ci rivolgiamo a considerare di quanta utilità e di quanta conseguenza sia nel
maneggio della guerra, benché simil trattato appartenga più tosto ad un capitano che a me,
non e per questo che non conosca chiaramente ancor’io, che dalla Bandiera non dependa in
gran parte la fortuna e la gloria delle battaglie, e che ciò sia la verità la disciplina militare con
questo mezzo forma le truppe e le centurie, le dispone .ad intendere ed eseguire 'l comando, le
ritiene in ordinanza, e viene ad impiegar a tempo e senza confusione quelle parti dell'esercito
che sanno di bisogno per acquistarsi la vittoria.
Tutti gli sforzi non vanno a ferire altrove che ad insignorirsi dell’Insegna, se queste si perdono
non par più che si tema resistenza, rimane una confusa moltitudine armata senza guida, e più
dal disordine che dal ferro oppressa, cosi vediamo che li stendardi sono i veri trofei con i quali
si rende immortale i1 valore delle Persone guerriere tenendoli sospesi a perpetua memoria non
solo nelle case private ma nè pubblici palazzi e nell’istessi tempi, talchè il soggetto dell’arte che
mi son preso a dimostrare è per se degno e forse a nissun altro inferiore.
Ne sia chi voglia oppormisi, con dir che nella guerra faceva di mestiero l’Insegna ma non già
l'arte, perchè a questi tali risponderei con un quesito, ed è. Se l’Alfiere sia necessario il
difendere l'Insegna, chi lo negasse darebbe indizio d'avere una strana capacità, e d'esser
tenero di sale, se non si può negare chi meglio lo potrà difendere di quello che la saprà
perfettamente adoperare? Per quale cagione e armata l'asta se non per ferire? e per saper
ferire e necessario esercitarsi nell’arte, che altrimenti non ad altro serve che ad intrigare ed
inviluppare le mani, e bruttamente si perde, si come inutilmente si sostiene;il che non accade
ad uno sperimentato il quale venendo ridotto a simili estremità avrà pronti i partiti che saranno
appropriati al caso. e fatto ardito dalla virtù, o salvarà l’Insegna da nemici, o l’accompagnarà
con la vendetta; a quelli dunque che senz’altri discorsi conoscano queste virtù sarà facile
impresa l'arrivarne alla perfezione che si desidera, osservando le seguenti figure nelle quali si
fanno palesi quelle particolarità che, difficilmente, si possono dichiarare con le parole.
1. Come debba l'Alfiere o altra persona presentarsi con l’Insegna 
Volendo con quell'ordine che si conviene venire alla
perfetta notizia di quest'arte, bisogna essere
osservante dei suoi principi, perché da essi come da
sua origine tutte le perfezioni derivano.Confesso
veramente che la destrezza e la forza e la leggiadria
son grazie che vengon disponsate da natura, nulla di
meno si possono in gran parte coll'esercizio. e con la
buona disciplina, e accrescere ed acquistare.
Sarà dunque il movimento dell'Alfiere,o d'altra
persona, che voglia per di porto maneggiare
l'Insegna, libero ma ben composto, grave, ma però
militare. Si prenderà con la destra come più nobile, e
portandola nella sinistra si devono raccorre i lembi,
ed impugnarli con l'asta che appongiandosi nel
braccio, formarà la Bandiera il Seno che dimostra la
figura.
In tal modo senz'aver a cangiar mano e far due
tempi, si può sfodrare speditamente la spada, e
valersene a quell'uso che dall'occasione si richiede.
2. Dell'inalberare l'Insegna
Per inalberare l’Insegna si prenda con la destra e 
levandola in alto si dispiega, e supponendo che lo
permetta il vento, e la capacità del luogo ritrovandosi
nella postura che si vede nel disegno potrà col pie
destro, con la mano dell’asta e col garbo della vita
unitamente, riverire gli spettatori prima di mettersi
in giuoco, avvertendo,.che nella milizia passando
davanti al Principe, al Generale, o altro personaggio
grande e atto di reverenza odeggiandola di rivercio
abbassandola sino a terra.
3. Del modo primiero di cominciare a maneggiar l'Insegna
Questa è la prima lezione con la quale si comincia il 
passeggio, e per conseguire quell'onore che si
brama, deve il corpo essere alquanto piegato e
disposto alla forza. Il braccio sarà disteso, forte, ed
innalzato sopra la testa, e muovendo il passo
naturale ma generoso, formarà, ad un tempo di man
dritto la velata pigliando con giudizio il vento, che
distenda non inviluppi l'insegna; si replica doppo
volgendo la man di rivescio il secondo giro, e si va in
tal modo continuando secondo il pensiero. Si può
ancora cangiar mano, ed allora è maggior destrezza
il buttarla e prenderla nell'aria, che naturalmente
mutarla.
4. Del tirar le stoccate con l'Insegna
Tutte le lezioni sono talmente ordinate che l'una è 
concatenata coll'altra. Qui, dobbiamo imparare come
si tirino le stoccate coll'Insegna, e ciò non solo serve
a mostrare la disposizione e la destrezza di chi
giuoca, ma può darsi caso che faccia di mestiere
praticarlo nella guerra.
Si terrà dunque il braccio disteso, e data una velata
in giro di man dritto per disopra della testa, si deve
subito spingere avanti senza perder tempo la
Bandiera, col tirar la stoccata di quarta, si.voltarà
.doppo il braccio, e la mano in seconda, e coll’unire il
piede stanco si slongarà parimenti la botta, avendo
sempre riguardo al vento, al moto e alla giustezza
del passo per isfuggire gli sconci, che levano il merito
a quanto si viene ad operare. Si può ancora fare le
medesime lezioni con la mano sinistra, il che e tanto
più lodevole quanto suol essere questo membro per
natura più debole e meno esercitato.
5. Come si maneggia l'Insegna con la mano rivercia
Questa lezione è difficile ma però bella, e veramente 
bizzarra. S'impugna l'asta con la mano rivercia, si fa
come appare nella contrapposta figura, il braccio
deve essere alquanto raccolto per aiutare il polso
affatigato dal peso, e formando più ristretto il passo,
al movimento della mano montante da un fianco
all'altro ci faranno andeggiare senza confusione i
tortuosi volumi dell'Insegna, tramezzandovi due o tre
sottogambe. o girandole per dietro le reni, e
cambiando mano conforme a quello che
maggiormente aggrada.
6. A passare l’Insegna sotto le gambe
Avendo l’Insegna in moto, e volendo fare la presente 
lezione, si scaglia in aria e si ricoglie con la mano
rivercia che voltata col braccio ed incurvato il corpo
si fa passare sotto la gamba sinistra col girarla per la
destra, ed allora tutt’ad un tempo si spiega di
rivercio dietro le reni e si prende con la mano stanca
facendosi ripassare sotto la destra gamba per la
sinistra e questo si può con ambedue replicare per
quanto lo comporta e la destrezza, e la lena.
7. A scagliare l'Insegna
Io so molto bene che le cose varie sempre dilettano, 
e per tale cagione mi sono ingegnato e di raccorre e
di inventare le lezioni che si vedono. Per intendere la
presente figura, si tira in giro di man dritto una
velata, doppo si butta in aria la Bandiera, si ricoglie
coll'altra mano e si va facendo l'istesso giuoco,
accompagnando sempre col, braccio il piede, e
coll'artifizio il vento. Vi si possono ancora frapporre
alcune passate di sotto gamba ed altre mutanze, che
servono d'ornamento alle lezioni ad a mostrare lo
spirito di chi le pratica.
8. Come si debba fare il milinello
Il molinello è di molta vaghezza e per farlo con ogni 
facilità fa dì mestiere aver l'Insegna nella man dritta;
si compisce per sopra il capo un’intera girata, ed
allora si scaglia in aria, e si piglia intorno al mezo
com'insegna la figura. Si volta il molinello verso il
piede, che resta indietro, e fatte più ruote, divenuta
la mano debole, si pigliacoll’altra il calcio della
bandiera e si fa la medesima lezione, col buttarla
parimenti in aria come sopra si e detto.
9. Come si maneggia l'insegna dietro le reni
Dimostra la presente figura una bellissima 
invenzione di quest'arte, e perché da ciascheduno
possa essere intesa, brevemente la dichiararò. Deve
ritrovarsi l'insegna nella man dritta, e fatta un’intera
sventolata sopra sopra la testa, si rivolta di divercio
e con un giro si porta dietro le spalle nel lato manco,
dove con l'aiuto della man sinistra si formano vari
ondeggimenti a beneplacito, e questo si può far
mettendosi in passeggio, o pure stando senza
camminare, e pero tanto più necessario l'avere
l'occhio alla misura del passo, e del vento, quanto è
più pericolo l’errore dove le mani sono ambe
occupate, e non si può coll’occhio dar regola al moto
della Bandiera, che per palesar la maestria ci
proponiamo di non voler rimirare. Sarà libero a
ciascheduno il poter fare con la sinistra la medisima
lezione sciogliendo il braccio e portandolo en
preferenza, con osservare l'ordine che di sopra è
stato prescritto.
10. Dell’ondeggiar la bandiera dietro le spalle
In questa figura si tiene il braccio disteso, e molto 
eminente, e volgendolo doppo le reni, si fa giocare
dall’uno e l’altro lato l’Insegna, muovendo il passo a
proporzione perché non s’avviluppi, ed il tutto doppo
alcuni ondeggiamenti si può anco replicare con la
sinistra, sopra la quale per non diventare molesti
tralascerò d’allongarmi nel discorso.
11. Del modo con che si passa l'Insegna sotto le gambe
Doppo d'aver fatti più passaggi, e di man dritto e di 
rivercio, alzata secondo ‘l bisogno la Bandiera, ed
aggiustata all'onde, che si forimano in vari siti,
finalmente si deve piegare la vita nella maniera che è
stata figurata, ed avendo fatto un giro sopra la testa
s'abbassa il braccio, e si fa passar l’Insegna. Sotto la
gamba destra, e presala con la man sinistra si segue
la lezione che è stata fatta.
12. A far passar l'Insegna intorno al collo
Si propone ai far passare intorno al collo la Bandiera. 
Questa invenzione ricerca il braccio al solito disteso,
e alto, e date alcune velate si prende ‘l tempo acciò
venga a posarsi nella spalla dritta, e spinta col darle
un poco di vento nella sinistra s'abbandona l’asta e
volgendo la vita si ripiglia nel mezzo, come accenna
il disegnao, s’entra ne molinelli, e doppo l'usati
ondeggiamenti si può replicare l’istesso con la man
manca.
13. Come si debba scagliare l'insegna nel passeggio, e cangiar mano
Io temo di non esser tedioso nel replicar le stesse 
cose, e diventar oscuro nel tralasciarle. L’Insegna è
sempre in moto, quando si principian le lezioni, ed i
moti principali sono i man dritti, e i riverci con i quali
sopra la testa si formano e si compiscono le velate.
Sono adunque forzato a ripeterli nella proposta
figura, perché ad essi dobbiamo connettere quello
che è l’intento nostro di dichiarare.
Fatto il giro di rivercio si buttarà in alto la Bandiera,
e presa colla mano stanca si farà l'istesso, e
parimente si scagliarà dalla parte destra, il che e
dall'una e dall’altra più volte replicato, si cominciarà
nuovo giuoco, potendosi della novità pigliar quel
trattenimento e quel diletto che sentono gl'amatori
delle virtù, supponendo sempre che ‘l tempo, il
passo, e ‘l vento habbino la dovuta proporzione,
senza la quale perde ogni fadiga ‘l merito e non
s'acquista altro che biasimo.
14. Del maneggio dell’insegna sotto le gambe
Si fanno le sopradette rotate ed avendo l’insegna 
nella man manca, s’abbassa, e con un giro di man
dritto si porta sotto la gamba ed aiutata come si
vede nella figura si formano l’onde, e doppo si cava
per la via, che s’è stata messa, o di sotto la gamba
sinistra, si cangia mano, e con egual maestria si
torna a porre in opera quanto abbiamo dichiarato.
15. Delle stoccate in croce dell’Insegna
Si tiene la bandiera inarborata, e fatto un giro di 
rivercio al modo usato sopra la testa s’accompagnarà
col piede una stoccata verso la parte manca, e
volgendola verso la parte destra si tirarà la stoccata
con la stessa maestria; si finisce la croce con altre
due botte, il piè davanti deve sempre esser seguito
da quel che è dietro, e benché il tutto sia di per se
stesso assai chiaro, nulladimeno difficilmente si
potrebbe mettere in pratica senza maestro.
16. Del gittar in alto la bandiera dietro le spalle
Questa lezione è difficile e richiede anch’essa le solite 
sventolate a guisa di preludi, si fa doppo con un
rivercio passar dietro le spalle ed alzandola benché
appoggiata alle reni si tira in alto con la forza della
mano ed in particolare dell’indice, e si fa passare
sopra la spalla manca, qui si piglia con la mano
sinistra e si rinnova il giuoco, il quale finito si torna
alla man dritta potendosi ancora senza cambiar
mano ricogliersi l’asta.
17. Del passare l’Insegna sotto le gambe cominciando dalla dritta
Per far la lezione che si mostra, finito il giro di 
rivercio, si volta un mandritto con incurvare il corpo
ed abbassare l’insegna, e si porta per di sotto ad
ambe le gambe cominciando dalla dritta, si fa tutto
in un tempo solo, e quello che si fa con una mano si
può fare sempre con l’altra.
18. De’ momenti della man destra

non venghi adattato all’arte dell’Insegna, e volendo
far quello che è mio pensiero insegnare nella
presente figura, si ritrovarà la bandiera in passeggio
di man dritta sopra la testa, e finita la giratta si
cominciare il montante prima dal sinistro, e poi dal
destro lato, e raddoppiandoli a suo piacere, si può
cangiar mano, e fai l’istessa lezione, si come nell’altri
capitoli abbiamo più e più volte dimostrato.
Nel maneggio della bandiera par che la destrezza e

l’agilità preuguaglino la forza, ma alle volte deveno
andar del pari ed essere in sommo grado, e che sia
la verità manifestatamene si comprende nella nostra
figura, perché doppo vari passaggi e velate della
bandiera bisogna ben fermarsi ne piedi ed allor…di
man dritta voltar una rotata sopra la testa e
slogand…mezza stoccata, si tira con ogni forza e
delle reni e della mano, l’Insegna in aria che si giri,
una volta e mezzo, e cada come è impresso nella
figura, si prende con l’istessa mano, e si ritorna al
giuoco ordinario, che suole sempre essere’l principio
d’una nuova azione.
Fatta l’ultima velata per entrare nella nostra lezione,

si gitta l’insegna in aria e si ricoglie con la mano
rivercia, il braccio sarà disteso, e la punta dell’asta
deve essere volta verso terra, e valendosi
aggiustatamene del tempo, e del vento potrà fare
ondeggiamenti, velate, sottogambe, girate di
bandiera dietro le reni, e tutto quello che avrà potuto
imparare dalla fedeltà, e valore del suo maestro.
Tutte le cose che ci arrecano diletto, se passano il

segno diventano moleste, il fine e la perfezione di ciò
che cominciamo ad operare, però dovendo dunque
accorre l’insegna si terrà con la man dritta nella
spalla e dandogli un poco di vento si piglierà per filo
vicino al lembo con la mano stanca, e così tenendola
nella postura del legno si potrà con lode terminare le
sue fatighe.
La spada è un’arma che diversamente s’impiega;

gl’effemminati se ne vagliono per ornamento della
loro profumata attillatura, e agli uomini forti è
ministra d’ira, che defende il dovere; ma
riservandomi di parlar più lungamente in breve sopra
questo soggetto, seguitarò per ora quel tato che mi
sono proposto. Volendosi dunque venire a sfodrare la
spada, se la bandiera sarà nella man dritta, si può
scagliare in aria e prenderla con la sinistra, o senza
quest’atto la possiamo portare naturalmente
nell’altra mano, ed alzandola per avere il fianco più
libero si trarrà fuor la spada come si vede
chiaramente nella figura, e mettendosi ad un passo
ben regolato non restarà di farsi conoscere
sperimentato in questo nobile esercizio, e volendo
cambiar mano, si metterà la spada sotto il braccio, e
presa l’insegna, resterà armata la sinistra, e si
potranno fare quei passaggi e quelle eioni che si
sono apprese nell’arte.
Il primo avvertimento che dobbiamo avere per

dichiarazione della figura si è che la spada e la
bandiera devono essere impugnate saldamente, e
con fermezza; è libero il giocare secondo il genio, e
si potrà cambiare la mano ad un tempo istesso
buttando in aria l’Insegna ed avanti che cada,
pigliando la spada, e ciò si potrà fare più volte
perché è una bellissima lezione, e veramente degna
di essere osservata.
Questa è fermissima regola, che l’insegna non deve

mai essere oziosa, e però se bene la man sinistra
regge la spada, rimane tuttavia libera la destra, e
quando sia in qualche modo impedita come ho detto
altre volte, tant’è più lode, e facendo la lezione di
rovescio il braccio sinistro si terrà alzato siccome è
nel disegno, e formando i soliti seni coll’ondeggiar
della bandiera, sciorrà doppo il braccio, s’entrerà
nell’altra lezione, si mutarà mano, pigliando il vento;
e ‘l tempo che vi bisogna.
La presente figura è per se stessa manifesta; per

rimettere la spada bisogna accorre accanto l’insegna,
e sostenendola ben forte con la sinistra perché non
tocchi terra, si fa doppo la lezione che ci siamo
proposta, ed intanto si potrà alzare la Bandiera con
lasciarla spiegata nella medesima mano.
Nascano i pericoli quando meno si credono,

l’ardimento ci fa combattere, ma la vittoria è propria
della virtù per difendersi dagl’accidenti tanto in
guerra che in pace, si raccorrà primieramente
l’insegna, e sopra il braccio manco si daverà la
spada, e volgendo l’asta verso il nemico si disporrà
in buona guardia per resistere ad ogni offesa.
E’ tanto naturale il difendersi che ce lo permettono le

leggi, ancora contro quelli che per vendetta ci
offendono.
Venendo posto l’Alfiere od altra persona in questa
necessità, deve accorre ed accomodare l’Insegna di
tale sorte che non impedisce la vista e che più tosto
li serva di riparo, che di gravezza. Il braccio sarà
alquanto incurvato e ‘l sito della mano in terza, terrà
il corpo in profilo per essere più coperto, e far minore
il bersaglio, il corpo si posarà nella gamba stanca ed
essendo il piè destro accanto libero, e leggere potrà
stringere il nemico; deve formare il passo che non
sia molto sforzato, ed andare al guadagno del
terreno, e della spada togliendoli il tempo e la misura
col prevenirlo, la risposta sarà più veloce della
chiamata, i tagli si pararanno di tutta coperta, o con
iscanzi di vita ferendo di punta, e se ‘l nemico
aspettasse, allora bisogna stringerlo metterlo in
obbedienza ed ingannarlo, insegnandoli che non è
degno di godere la vita chi è nemico insidiatore della
vita.
Finita la lezione si raccoglie la bandiera portandola nella mano stanca, con tenere i lembi
avviluppati e col braccio sostenendo l’asta. Il disegno fatto da buono intagliatore se fusse
accompagnao da chiunque si diletta di tali esercizi, le mie opere avrebbero più credito, ed io
farei bene spesso con manco briga.
Sono arrivato al fine che non sono disposto, confesso la mia debolezza, servirò nulladimeno di
studio ad altro più intendente di ritrovare quello ch’io non ho saputo, e come parlo con quello
stile di cui non è capace l’ingegno, è difficil cosa ‘l piacere in questo secolo svogliato, chi
riguarderà il mio animo trovarà ciò che brama, ed io intanto mi consolo, che l’uomo saggio è
sempre discreto.
Last Updated (Tuesday, 04 October 2011 12:58)







