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L'ALFIERE IL PORTABANDIERA LO SBANDIERATORE
Del Maestro di bandiera Giovanni Nardoni da Ascoli Piceno
ffinché quel panno - bandiera - fosse tenuto sempre alto, nel tempo furono necessarie alcune modifiche, sia nella struttura che nei colori, nei simboli, ma soprattutto nella figura del portatore della bandiera stessa:
All'alfiere si richiedevano capacità speciali, oltre che una particolare destrezza nell'uso delle armi, notevoli doti atletiche, acrobatiche, di potenza fisica, d'astuzia, e soprattutto coraggio.
Si elevò quindi da semplice militare cui veniva affidato il compito di portatore di bandiera, a figura carismatica di sempre maggior prestigio. La conseguenza di ciò fu che per quel panno Ubero neliariay a volte si sacrificasse persino la propria vita.
L'Alfiere doveva, in caso di battaglia, superare ostacoli reali come mucchi di corpi lasciati sul campo, terreni particolarmente impervi, fossati, dossi ricchi di vegetazione, doveva essere quindi in grado di esprimere il proprio potenziale atletico ed acrobatico.
L'Espressione massima dell'Alfiere ci viene data dalle figure dei
Lanzichenecchi (dal tedesco landsknechl, "servo del paese*)