Associazione Casa Normanna

del Rione Vecchia Matrice - Motta Sant'Anastasia

Il Rione

vecchio arco

Sin dall’inizio del XVI secolo la popolazione di Motta ha sentito l’esigenza di distinguersi in consorterie contadine e maestranze, con il progressivo riflettersi di queste categorie in tutte le attività sociali, politiche e religiose del borgo.
Nascevano così i Campagnoli e i Maestri, due fazioni che con il passare dei secoli gestivano, spesso scontrandosi, la vita amministrativa del borgo, divenuto Comune solo nel 1820.
L’ interesse delle due fazioni non si limitava solamente alla vita politica e sociale, infatti decisamente importante risultava l’elemento religioso e, soprattutto, la partecipazione ai festeggiamenti in onore della Vergine Martire Sant’Anastasia, unico motivo per cui queste suddivisioni sono continuate e rimaste nel tempo fino ai nostri giorni.

Tale partecipazione prevedeva una sorta di competizione per meglio onorare la Santa, attraverso le confraternite, i fuochi, gli addobbi e gli inni a Lei dedicati.
Nel contempo, alla fine dell’800, in seguito all’estensione del nucleo abitativo verso sud, si formò un terzo partito, denominato Panzera, appendice dei Campagnoli nella vita amministrativa, ma partito a sé per la Festa di Sant’Anastasia.
La suddivisione territoriale del paese è dovuta ad una questione prettamente sociale. Poiché la vita economica si svolgeva in Piazza, centro del paese, tale zona era fortemente presenziata dai Maestri. I Campagnoli abitavano il quartiere della Matrice, mentre i Panzera tenevano la zona sud del Paese.
Tale suddivisione in fazioni per la gestione della vita politica termina agli inizi del ‘900, persiste e si rinvigorisce esclusivamente per la questione religiosa.

Alla fine degli anni ’60, presa coscienza dell’accezione anacronistica ed ambigua del termine Partito, si ridefinisce la terminologia trasformando i Partiti in Rioni.

Proprio in questi anni, all’interno dei Rioni, veniva a formarsi una nuova generazione di ventenni. Questi giovani rionali, con lo stesso intento di meglio onorare la Santa e distinguersi dagli altri Rioni, presentano, in occasione della Calata delle Quartine del 1971, i gruppi di Sbandieratori, prima e vera trasformazione del vecchio modello di festeggiamento.

Da questo momento in poi, la vita rionale comincia ad essere viva e continua durante l’arco dell’anno, proprio, per meglio prepararsi ai festeggiamenti. Infatti, già, dalla festa del 1974, iniziano ad essere inserite nella Calata delle Quartine le prime rappresentazioni storiche. Nel frattempo la Calata del Partito si trasforma, da semplice fiaccolata, divenuta anche pericolosa, in rappresentazioni scenografiche. Questi gruppi, non esibendosi più solo in paese, iniziano a presentare i loro spettacoli al di fuori, facendo così conoscere il nome di Motta e le sue tradizioni. Tali proposizioni di spettacoli avevano come obiettivo raccogliere soldi per festeggiare sempre meglio la Santa. Queste uscite, erano occasione di svago e divertimento per i giovani rionali e le loro famiglie. E si può affermare che negli anni ’70 Motta era solamente conosciuta in Sicilia per gli Sbandieratori, un binomio che continua fino ai giorni nostri. Negli anni ’80 avviene la seconda trasformazione all’interno della vita rionale. Da Partito-Rione si passa, per motivi soprattutto legali e di normalizzazione, alla costituzione delle tre Associazioni rionali. Associazioni che cambiano decisamente il volto alla realtà del paese. Ai festeggiamenti in onore della Santa, a causa soprattutto dell’arrivo a Motta di preti e parroci molto distanti dal tessuto storico-sociale del paese, si accostano altri obiettivi: si vedrà infatti la formazione di gruppi di persone, all’interno delle Associazioni, dediti allo studio della realtà medievale atto alla realizzazione delle rappresentazioni e dei cortei storici. Uno studio che ha permesso la divulgazione di un sapere spesso poco apprezzato o studiato. Altri gruppi si dedicheranno invece, e con lo stesso zelo, alla realizzazione di manifestazioni capaci di valorizzare il territorio e allo stesso tempo di promuoverlo anche a livello turistico. Questi sono gli anni in cui le Associazioni iniziano a farsi conoscere in Italia e all’estero, attraverso l’iscrizione alle Federazioni dei Giochi Storici e ai Campionati Italiani degli Sbandieratori e ad altre iniziative atte alla rivalutazione del passato storico.

Anni in cui le Associazioni crescono anche economicamente dedicandosi alla costruzione di strutture e mezzi propri, come le sedi sociali per incontrarsi e meglio organizzarsi. Iniziano ad accumulare un patrimonio importante per quanto riguarda le attrezzature e i costumi, patrimonio che non si limita solamente al bene dei semplici Rioni ma che rappresenta anche un bene per l’intera comunità.
Anni in cui la cittadinanza comincia a perdere quel sentimento di appartenenza e di partecipazione, facendo modo che i Rioni rimangano gli unici artefici di un fermento culturale che non conosce limiti.
Anni in cui i Rioni continuano ad ingrandire gli interessi rivolti ai festeggiamenti di Agosto, annunciando la Festa con altre iniziative e Kermesse di alto livello culturale come le Feste Medievali ed altri Festival.
Anni in cui i Rioni si propongono di lanciare il territorio da un punto di vista turistico, permettendo scambi culturali e occasione di intrattenere forti rapporti anche all’estero.
Anni in cui il nome di Motta inizia a figurare negli elenchi delle città storiche, dove insieme ai nomi di città come Firenze e Arezzo appare il nome di quel piccolo paese che tutti noi amiamo.
Anni in cui, purtroppo, cominciano ad affievolirsi quegli interessi proposti dai vecchi ventenni, in quanto le nuove generazioni iniziano a perdere quelle motivazioni con cui era iniziato il cambiamento e la svolta, motivazioni dovute ad altri interessi di contingenza storico-culturale.
Voglio sottolineare, che di importante rilevanza, è sicuramente il ruolo svolto dai rioni in ambito sociale, culturale ed economico. Si deve riconoscere che il ritorno di tutto il lavoro svolto da ogni singolo Rione è automaticamente rivolto anche a coloro i quali, per motivi personali, si mantengono a distanza dalle attività proposte. Un impegno sociale soprattutto per quanto riguarda i gruppi degli Sbandieratori e la possibilità di condividere e vivere momenti all’interno della vita rionale. Mi riferisco soprattutto alla nascita di amicizie profonde, di amori, di incontri e di scambi di opinioni, che solo una realtà così coinvolgente, come quella rionale, può offrire ai ragazzi e a tutti i cittadini di un piccolo paese come Motta Sant’Anastasia. Conferenze, dibattiti, incontri, sono stati promossi dalle Associazioni per dare spunto alla riflessione e allo scambio di opinioni, per dare quegli input che spesso mancano ai giovani, per permettere loro di capire e cogliere l’importanza dello stare insieme. Questo, penso, sia stato il ruolo primario e fondamentale dei Rioni, e non come tante altre iniziative, vedi quelle sportive o di promozione turistica, che mai hanno raggiunto questi livelli di coesione e di unione.
Oggi i Rioni rappresentano un elemento di conservazione di una lunga tradizione. Voglio precisare, a scanso di equivoci, che i Rioni si sono sviluppati con l’obiettivo di festeggiare e onorare Sant’Anastasia.
Ora, se Motta vuole veramente mantenere viva questa tradizione, risulta indispensabile che tutte le componenti del territorio, quali le istituzioni, i commercianti , le associazioni culturali e di promozione turistica, i partiti politici e tutti i cittadini, si impegnino a dare un impulso sostanziale affinché, attraverso i Rioni in quanto unica realtà viva di impegno e passione per il territorio, Motta possa avere un serio e programmato sviluppo economico, sociale e culturale.

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L'associazione "Casa Normanna" ha sede in Motta Sant'Anastasia 95040 (CT) - via Manzoni, 8. Telefono 095 306301 - 3930741734. Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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